giovedì 11 novembre 2010

Parametri del SEO, seconda parte

Sì, è passato un po’ di tempo dal mio ultimo post in quanto durante la stagione estiva preferisco passare tempo nella natura, camminando e guidando la bici, che davanti al monitor. L’estate è già da parecchio passata ed è ora di tornare a lavorare. La prima puntata era a marzo e proprio in quel periodo sono accadute le cose nuove, di enorme importanza per noi webmaster. Google ha introdotto Cocaina. Si hai letto bene, la nuova versione non si chiama Caffeina, come vogliono farci credere, e ho le prove inconfutabili a proposito. I ranking che da, rispetto a quei precedenti, può essere prodotto soltanto da un’entità fortemente drogata: non si capisce una mazza come funziona. O almeno è stato così all’inizio, uno shock generalizzato per gli addetti al settore, ma adesso i webmaster cominciano piano, piano a capire le nuove regole e ad adattarsi a loro. I cambiamenti introdotti sono notevoli ed in molti casi ci vorrà un bel po’ di tempo e di lavoro per tornare sulle posizioni precedenti, ma questo è Internet, molto dinamico, tanti cambiamenti, oggi ci sei e domani non ti trovo più da nessuna parte. Ma torniamo al tema in oggetto.

Spesso la seconda parte di un film o di un libro ha lo stesso titolo come il primo ma con l’aggiunta della parola “revange”, cioè “vendetta”. Perciò, il titolo potrebbe essere Parametri del SEO, la vendetta delle SE. In effetti, negli anni a venire gli algoritmi diventavano sempre più complicati che soltanto pochi riuscivano di venire a capo. Ma la svolta epocale è stata l’introduzione dei backlink come parametro. Replicare un sito è facile, ma avere gli stessi collegamenti esterni è molto più difficile, specialmente se il tizio che vogliamo riprodurre ha una propria rete dei siti da dove si linka; certamente non darà un collegamento alla concorrenza.

Con la nascita di backlink è nato anche il mercato dei collegamenti. Io ti pago e tu inserisci un collegamento verso il mio sito su una tua pagina web. Il risultato di questo era che i forti, penso a quelli con una solida base finanziaria, sono diventati ancora più forti e quelli deboli, ma spesso pieni di entusiasmo e con ottimi contenuti, sono quasi spariti dalle prime pagine con i risultati. Anche Google si è accorto dell’accaduto e ha introdotto delle nuove regole che tutto sommato non hanno cambiato molto il concetto; è difficile essere sicuri che un link sia stato venduto, cioè comprato. Pertanto Internet rispecchia benissimo la società di oggi, puro capitalismo – soldi guadagnano soldi. Niente disperazione, ci sono tante eccezioni a questa regola.

Uno dei risultati di back link è anche il pagerank, largamente analizzato su queste pagine, che ultimamente è diventato meno importante di una volta, ma diversamente da molti webmaster che lo ritengono morto (l’argomento a loro favore è il fatto che non è stato aggiornato da più di mezz’anno), io penso che sia ancora uno dei parametri che entrano in gioco.

Tornando sulle parole utilizzate per linkare il nostro sito, Cocaina ha introdotto una novità. In pratica sono stati penalizzati i siti troppo ottimizzati per i motori di ricerca. Una di queste ottimizzazione è considerata anche troppa uniformità nella parola chiave presente negli ancor tag che ci linkano. Pertanto, secondo le ultime conoscenze del settore, occorre diversificare questa keyword. Se per esempio la nostra keyword principale è “annunci online”, bisognerebbe diluire la sua presenze su circa 70% dei casi e per il restante 30% utilizzare le parole alternative, come per esempio “migliori annunci online”, “annunci compra e vendi” e simile.

Ci sono ovviamente anche altri termini di raffronto, dicono più di cento, che Google considera, molti dai quali poco conosciuti, ma li vediamo nella puntata successiva.

lunedì 1 marzo 2010

Parametri del SEO, prima parte

In questo articolo, ed alcuni successivi, affronterò il problema dei parametri che influiscono il piazzamento, principalmente in Google. Conoscere questi parametri e poterli misurare in qualche modo dà un grande vantaggio in quanto permette di ottimizzare il proprio lavoro ed ottenere un buon risultato finale. Ma prima di passare al sodo permettetemi una parentesi dove racconterò un po’ come avevo affrontato io e come si affrontava in generale questo problema nell’era di pietra di Internet.

Alla fine degli anni 90, cioè nel secolo scorso, quando ho cominciato anche io ad accedere ad Internet con un lentissimo modem di 16K, aveva già capito quanto è importante piazzarsi bene nei motori di ricerca per avere un traffico di qualità, cioè i visitatori che cliccano i banner e ordinano la merce o i servizi che si offrivano. A qui tempi, insieme con AltaVista, il motore internazionale più usato e popolare era Infoseek. Mi sono dato da fare a capire come funziona e ho passato ore e ore confrontando i vari siti presenti sulle prime pagine dei risultati cercando di scoprire il meccanismo che regola che starà davanti nella classifica e chi dietro. Allora le SE non prendevano in considerazione i backlink ed il lavoro consisteva nell’analizzare il contenuto delle pagine e per questo era abbastanza semplice arrivare all’algoritmo usato. Sono riuscito nel mio intento e ho scoperto proprio la formula matematica che assegna il punteggio alla pagina e che si basava sulla presenza della keyword nel titolo, nel testo e nei link. Mi bastava prendere il primo classificato, analizzare il codice HTML e riuscivo a produrre la pagina che si piazzava meglio, cioè davanti al primo: il risultato, il mio sito diventava il primo piazzato.

I miei primi siti e i primi soldini provenivano dalla sponsorizzazione dell’industria per gli adulti. Essere il primo nella classifica per la parola “porno” voleva dire qualche migliaia di dollari al mese ed io ci riuscivo spesso. Pensavo già di lasciare il mio lavoro e dedicarmi a tempo pieno al mestiere di webmaster, ma anche gli altri sono riusciti a scoprire le regole e dopo qualche mese la battaglia era feroce e si lavorava in continuazione per vincere sui concorrenti. Dopo, anche i responsabili di Infoseek si sono accorti che le cose non vanno bene ed hanno iniziato a cambiare l’algoritmo molto spesso, complicandolo sempre di più. Hanno introdotto i limiti per la densità della parola chiave: se la parola chiave superava diciamo 7% del totalità delle parole del testo, la stessa andava penalizzata. Per poter piazzarsi bene bisognava scrivere i testi sempre più lunghi ed i file diventavano sempre più grandi, qualche centinai di kilobyte. E non andava più bene la ripetizione infinita delle parole (mi sono fatto anche un generatore di parole che me le ripeteva tante volte quante ne richiedevo) che si ricorderanno tutti che navigavano in quegli anni. Anche oggi si trovano delle pagini simili e vuol dire che alcuni webmaster non si sono proprio aggiornati in tutti questi anni, oppure sono presenti ancora i file vecchi, mai rielaborati.

Lo stesso discorso potrei ripetere anche per Arianna, il più famoso motore italiano di quel epoca. Mi ricordo anche oggi come si calcolava il punteggio di una pagina: numero delle parole della keyword nel titolo moltiplicato per 10 più numero delle parole che si trovavano direttamente nel testo della pagina. Visto la complessità delle procedure di oggi, fa davvero ridere, ma tutte le cose hanno un periodo di infanzia.

venerdì 9 ottobre 2009

Scolpire il PageRank

In inglese di dice “PageRank Sculpting”, cioè tradotto letteralmente in italiano sarebbe scolpire il pagerank. Ma come si fa a scolpire una cosa di genere? In effetti non si scolpisce, cioè modella proprio il pagerank, ma la sua distribuzione all’interno di un sito. Tutti noi che abbiamo uno o più siti ci rendiamo conto che alcune pagine del sito sono più importanti delle altre e ci piacerebbe tanto che alcune si trovino anche tra i risultati della ricerca, non soltanto la nostra home page. Non so a che è natta questa idea di modellare il sito, ma il concetto è questo: la pagine importanti me la faccio valere di più e delle altre me ne frego in quanto non hanno nessuna importanze per i motori di ricerca. L’idea è passare più pagerank alle pagine importanti e toglierlo da quelle insignificanti: si tratta di una ridistribuzione del pagerank. E come si fa?

La procedura tecnica è molto semplice ad accessibile a tutti i webmaster. Il punto chiave è utilizzo del tag “nofolow”. Le pagine che si vogliono trascurare si linkano dalle altre pagine utilizzando il detto tag. In questo modo i link interni non passano pagerank a quelle pagine meno importanti, e il pagerank a disposizione si distribuisce su quelle più importanti, dove non è strato usato il tag. Semplice da applicare e sembra anche utile in certi casi. Ma è vero questo concetto? Secondo me no!

Chi conosce bene la formula sa che la pagina che linka altre pagine distribuisce il proprio pagerank, diminuito per un fattore di smorzamento, alla altre pagine in funzione della quantità del numero dei link. Più link ci sono sulla pagina, passa meno del valore di pagerank alle pagine che linka. L’ideatori di questa tecnica di sono confusi e si sono detti: inserendo in alcuni link il tag nofollow, questi non saranno presi in considerazione per la distribuzione di pagerank e qui c’è errore. Si utilizza il numero dei link perché da questo dipende la probabilità che uno dei link sulla pagina sia cliccato da uno visitatore. Ma il visitatore non vede se ad un link è stato associato un tag e non cambia niente nelle sue intenzioni.

Mia conclusione è che questa tecnica non soltanto che non aiuta il sito, ma lo danneggia, anche fortemente in quanto le pagine linkate con nofolow perdono pagerank del tutto e quelle altre non acquistano di più uin primo momento, ma anche lo perdono perché non ricevono più niente da quelle meno importanti che sono rimaste senza la valutazione. A coloro che non sono convinti del mio ragionamento e che in ogni caso avrebbero provare questa tecnica posso dire che la stessa è riconosciuta come legittima direttamente dai rappresentanti di Goolge. Se le vostre conclusioni sono diverse dalle mie, fattemi sapere come e perché.

martedì 23 giugno 2009

Come ottenere un buon piazzamento in Google

Definiamo prima cosa si intende per un buon piazzamento sui motori di ricerca. Quello perfetto è la prima posizione in assoluto, ma per buono senz'altro si può intendere trovarsi sulla prima pagina dei risultati di ricerca. Trovando si sulla seconda, o al massimo terza pagina, ci porterà qualche visitatore, ma in numero insufficiente per mandare in modo soddisfacente il nostro ipotetico piccolo affare che facciamo con il nostro sito, supponendo che abbiamo uno o più sponsor che stiamo pubblicizzando e che ci pagano per click o per il prodotto venduto. Perché, ricordiamoci un'altra volta, i visitatori arrivati da Google sono i migliori, quelli che cercano quello che offriamo e quelli che sono anche propensi di spendere qualche soldino online, via Internet.

Come si evince dagli articoli presenti su questo blog, il segreto per l'ottenimento di una buona posizione in Google, ma anche negli altri motori di ricerca, è concettualmente abbastanza semplice: bisogna avere un buon Page Rank e tanti backlink verso il proprio sito. Entrambi si ottengono semplicemente registrando il sito nelle directory, nelle top liste e facendo gli scambi dei link con gli altri webmaster interessati ad avanzare nelle classifiche. Il concetto è veramente semplice, ma la parte pratica non lo è altrettanto. Per esempio, molte directory sono specializzate in certi temi e non accettano i siti con i contenuti non appartenenti ad un certo oggetto. Ci sono anche tanti webmaster selettivi che non vogliono scambiare con certi tipi dei siti.

La soluzione è crearsi una piccola network dei siti propri, dedicati ai vari temi. Dal mio punto di vista qui bisogna stare un po’ attenti a fare le cose che alla fin fine ci interessano e delle quali ne sappiamo qualcosa. Una volta fatti tanti siti diventa anche pesante mantenerli e se non ci appassionano almeno un po’, diventa una pressione psicologica pesante. Non è necessario per ogni sito che si fa registrare il proprio dominio. Ci sono molti hosting gratis che mettono a disposizione spazio web senza riempirlo successivamente con i loro odiosi banner. La parte del network possono tranquillamente fare anche i blog messi gratuitamente a disposizione da blogspot, msn e così via. Quello che è importante e diversificare nei contenuti e nei temi.

Così questi siti possono essere registrati anche nei posti dove altri nostri siti non sono accettati. E una volta ottenuto un Page Rank, ma anche prima, dall’inizio (dipende dai gusti e dalle tattiche del webmaster) su questi siti compaiono link verso i nostri siti che ci portano qualche soldino. In questo modo riusciamo a convogliare in modo indiretto i link dai siti che normalmente non avremo mai. La formazione di un network di una decina di siti, cioè una cosa gestibile da una persona con un accettabile impiego di tempo, è sicuramente una soluzione vincente, ma necessità di qualche anno di lavoro. Disponendo già da una rete dei siti nostri, un domani con l’apertura di un nuovo sito, abbiamo subito a disposizione una serie dei link nostri che possiamo gestire indipendentemente dagli altri e che ci aiutano a risalire velocemente nelle classifiche.

Riguardante le ultime novità relative agli aggiornamenti del ToolBar Page Rank di Google, possiamo dire che l’ultima attesa tra due aggiornamenti è stata minore di due mese. In effetti l’ultimo aggiornamento è stato fatto il 27 Maggio, circa un mese fa rispetto a questo articolo, mentre quello precedente risale al 2 Aprile.

martedì 10 marzo 2009

Le regole di Google

Sembra che Google ultimamente sia diventato molto più severo nel valutare i siti che visita e che stia applicando le penalizzazioni molto di più rispetto al passato. Per coloro che guadagnano la propria pagnotta lavorando su Internet, trovarsi in una condizione nella quale il sito è penalizzato è non compare nei risultati di ricerca corrisponde quasi ad una catastrofe, non proprio naturale in questo caso. Perché la regola per guadagnare i soldi con un sito è molto semplice e consiste nel essere presente sulla prima pagina per la ricerca. Niente visitatori dai motori di ricerca, e sappiamo tutti che, specialmente in Italia, Google è usato da più del 95% dei navigatori, niente soldi. Anche a me è capitato di essere vittima di questa ultima ondata delle penalizzazioni, e con questo articolo volevo ripercorrere le regole di Google insieme a te; questo è stato utile per me e spero lo sia anche
per te.

La condizione base durante il processo della preparazione di un sito e durante la sua promozione è esaminare e rispettare le regole impostate da Google, che si possono trovare al seguente indirizzo:
http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?answer=35769.
Ripercorriamole insieme nei concetti base. Sono divise in tre gruppi, e in questo modo ho preparato la mia esposizione anche io, aggiungendo a volte qualcosa dalla propria esperienza.

Design e contenuto


In breve, si consiglia di utilizzare sintassi con i link statici e che tutte le pagine che si vuole siano considerate da Google, siano linkate da almeno un’altra pagina dello stesso sito: in questo modo i motori di ricerca possono facilmente trovare tutte le risorse del sito. Il testo presente deve contenere le parole chiavi, quelle legate al tema del sito. Obbligatoriamente usare Title ed Alt tag, e se si usa anche Description tag, che sia lungo almeno 20 parole. Ci sono anche i consigli come organizzare le pagine dinamiche, ma il mio consiglio è di evitarle proprio, quando questo è ragionevole. Inoltre, controllare bene che tutti i link sono funzionanti e questo vale anche per le immagini collegate. Il numero dei link su una pagina non dovrebbe superare 100, penso questo sia il numero complessivo di quelli interni e quelli esterni. Alla fine si consiglia di scrivere i testi importanti come testi e non di inserirli nelle immagini; Google non è capace di leggere i testi inseriti sulle immagini.

Aspetti tecnici del sito


Durante la creazione del sito e prima di metterlo ondine, si consiglia di controllare la sua “leggibilità” dai vari browser, per esempio Microsoft IExplorer, Netscape (praticamente non si fa più, ma c’è ancora la gente che lo usa), FireFox, ecc., per assicurare la compatibilità con tutti e corretta accessibilità sia per gli utenti, ma anche per i robot dei motori di ricerca, in quanto a volte succede che vari browser interpretino lo stesso codice in un modo sostanzialmente diverso. Io cerco sempre di produrre un codice html più semplice possibile, escludendo javascript, visual basic e css, ove non strettamente indispensabile. Questi aspetti contengono anche una serie dei consigli sull’impostazione del server, l’utilizzo del file robot.txt, e così via.

Qualità del sito


Questa parte delle regole è quella che forse interessa di più, in quanto non rispetto di alcune può indurre Google a penalizzare il sito web, come lo dichiara in modo esplicito. Prima di tutto insiste, dire giustamente, di creare i siti per i visitatori e non per i motori di ricerca. Il fatto è alla fin fine che se il sito è fatto bene ed attira l’attenzione dei surfisti, lo stesso succederà anche con i motori di ricerca, ovviamente se sono state rispettate le regole base.

Ci si trova elenco di tutte quelle cattive e pericolose azioni che possono portare alla penalizzazione oppure, ancora peggio, all’espulsione del sito dai risultati di ricerca di Google. E’ vietato utilizzo dei testi nascosti (una pratica molto usata ai suoi tempi e che sembra rimasta nella memoria di alcuni webmaster ancora oggi), cloaking, cioè la pratica di mostrare a robot una pagina, mentre ai visitatori servire un’altra, il contenuto copiato dagli altri siti e cosiddette doorway pagine, cioè pagine dedicate soltanto ai motori di ricerca, per ottenere il piazzamento per le varie parole chiave.

Sulle altre pagine di Google, collegate a questa con le “leggi” da seguire, possono essere approfonditi alcuni aspetti, ma si possono trovare anche molti altri. Uno dei più importanti è il concetto del link naturale, cioè il fatto che il sito viene linkato dagli altri webmaster proprio per la sua qualità e per le buone e concise informazioni che offre ai naviganti. Da questo concetto fuoriesce con un semplice ragionamento, ma è sottolineato anche da Google, che i link pagati non vanno bene per niente in quanto rappresentano una forzatura del Pange Rank (è proprio per quello che si comprano) e che i siti che inseriscono sulle proprie pagine questi link saranno penalizzati. Ma c’è di più! Anche i link che portano verso i siti sponsor, quelli che ci fanno guadagnare i soldini, possono essere considerati a pagamento.

Questo fatto ovviamente è discutibile, ma visto che il padrone (leggi Google) ha sempre ragione, e non c’è un modo per fargli cambiare l’idea, meglio rispettare anche questo. Ma così si fa in questo caso? Se si tolgono i link verso gli sponsor e programmi affiliati, il sito perde il senso, ovviamente per il webmaster che lo gestisce. Niente paura, la soluzione è semplice e la da anche Google: è sufficiente inserire l’attributo rel=”nofollow” in tutti i link di questo tipo ed il problema è risolto. Addirittura, questa soluzione è anche vantaggiosa per il webmaster: il sito drena meno Page Rank e generalmente, visto che in questo modo perdono molti link, i siti sponsor arretrano nella classifica ed i siti affiliati per questo salgono e si fanno più soldi.

martedì 3 febbraio 2009

Nofollow

Qualche giorno fa sono stato contattato da un webmaster che voleva scambiare index page link con un mio sito. Ho fatto un po’ di indagine per vedere l’eventuale convenienza dello scambio ed è uscito fuori che lui sulla pagine dove sarebbe finito il mio link aveva oltre 120 link. Generalmente non scambio con le pagine che hanno più di 100 link, considerati sia link esterni che quelli interni, in quanto in qualche modo contro le regole di Google che consiglia come un numero massimo il 100 link sulla pagina.

Gli ho fatto presente il fatto che per me il numero dei link sulla sua pagina è eccessivo e che non mi interessa lo scambio. Mi ha risposto quasi immediatamente facendomi notare che molti collegamenti sulla sua pagina hanno il tag nofollow e che togliendo questi rimangono circa 70 collegamenti presenti. Già il fatto che uno usa nofollow non mi piace, ma comunque ho riflettuto un po’ e sono arrivato alla seguente conclusione, che ho comunicato anche a lui. Dalla formula per il Page Rank risulta che per calcolare il valore che si passa alle pagine collegate, l’effettivo page rank della pagina si divide per numero dei link presenti sulla pagina e nell’algoritmo c’è anche una spiegazione di questo, con un chiarimento che la probabilità che uno di essi sia ciccato è sproporzionale al numero dei collegamenti. Pertanto, anche se alcuni collegamenti sono indicati con tag nofollow per non essere seguiti dai robot, sono sempre presenti è diminuiscono la probabilità che uno dei link sia ciccato.

In altre parole ho concluso che questa tecnica comunque non influisce sull’aumento del valore reale che si passa alle pagine linkate. Non ne sono del 100% sicuro che la mia conclusione sia corretta, ma mi sembra molto logica e questa regola me la sono inserito nel mio know how, tenendo di rispettarla nel futuro. Ovvio che il webmaster dall’altra parte ha cercato di spiegarmi che non è così, senza alcuna argomentazione della tesi che sosteneva, ma alla fine lo scambio non è stato fatto.

mercoledì 31 dicembre 2008

Aggiornamento l’ultimo giorno dell’anno

Vista la regolarità, circa ogni due mesi, con la quale Google aggiornava il Tool Bar si aspettava un aggiornamento durante Novembre, ma questa aspettativa e desiderio di tutti i webmaster non sono stati esauditi. Stamattina sono andato a controllare alcuni miei siti nuovi (lo so che non si lavora nell’ultimo dell’anno, ma sono diventato lavoro dipendente) e guarda la bella sorpresa: trovo che i miei siti hanno avuto un PR. Controllo quelli vecchi e vedo che in alcuni casi hanno cambiato il PR, pertanto l’aggiornamento è veramente successo. E’ un regalo di Google per la fine dell’anno. Vediamo la progressione con la quale sono stati aggiornati i siti durante l’anno (le dato sono ovviamente un po’ approssimative):

10 gennaio 2008
28 febbraio 2008
01 maggio 2008
27 luglio 2008
27 settembre 2008
31 dicembre 2008

Come avevo detto, molto regolare, rispetto come fa al solito, con una cadenza di due mesi, escludendo quest’ultimo dove ha messo un po’ più di tre mesi.
Per me personalmente la cosa è andata abbastanza bene. Anche se ho perso il page rank in alcuni casi (tra questi, anche questo sito che è pertroppo sceso da tre a due), in media ho avuto un generale aumento dello stesso ed i siti nuovi sono andati da zero a 2 e anche a 3, ma quello che mi rallegra di più è il fatto che molti esistenti da parecchio tempo sono saliti a PR4 e due addirittura a PR5. Un bel regalo per l’inizio dell’anno.

Sperando che anche a voi sia andata bene, vi faccio i miei migliori auguri per l’anno prossimo e vi auguro un grande Page Rank e che i vostri siti occupino la prima pagina di Google.

giovedì 13 novembre 2008

Fai attenzione quando scambi link

Mentre scambi link con altri siti devi stare attento a certi fatti per evitare che lo scambio per te sia proprio inutile. Ci sono purtroppo parecchi web non molto onesti sul web che cercano di trarre profitto da uno scambi, “prendendo” il backlink dal tuo sito e praticamente non darlo a te dal suo sito senza che tu non te ne accorgi. Per controllare questo devi esaminare il codice HTML della pagina dove si trova, o si dovrebbe trovare dopo lo scambio il tuo link. Ci sono due tecniche più diffuse, utilizzate dai webmaster disonesti.

Ci sono I webmaster che nella testata della pagina HTML, tra i tag HEAD, inseriscono meta tag noindex per i robot dei motori di ricerca. In questo modo, quando il motore di ricerca visita la pagina, non la memorizza e non considera i link che si trovano sulla stessa pagina e tu praticamente non hai link che ti aspettavi di avere. Il meta tag menzionato è scritto in questo modo:
<meta name="robots" content="noindex"> .

Altri webmaster utilizzano un'altra tecnica, più selettiva, che invalida per i motori di ricerca soltanto i link ai quali è associato l’attributo nofollow che si inserisce nell’anchor tag, quello che indica il link, per intenderci. Ecco un esempio di un link che non passa il Page Rank alla pagina che linka
<a href="http://www.mysite.com" rel="nofollow">Link to my site </a>
Questo concetto può essere applicato anche inserendo l’attributo nofollow in un meta tag nella testata del codice HTML, ma questo si usa raramente in quanto si tratta di un elemento non selettivo che invalida tutti i link sulla pagina, anche quelli del proprietario del sito.

Quando scambio link con qualcuno, insieme con questi controlli che ho descritto precedentemente, eseguo anche altri due controlli, altrettanto importanti. Controllo che la pagina con il mio link è accessibile partendo dalla pagina principale del sito (se non raggiungerla io, difficilmente lo farà anche Google) e che la pagina si trova nel cash di Google (per questo uso sempre Tool Bar di Google). Se non la trovo, controllo anche il file robot.txt per vedere che questo non impedisce l’indicizzazione della pagina (questo ha lo stesso effetto come meta tag noindex).

lunedì 13 ottobre 2008

Link reciproco contro link non reciproco

Scambio dei link con gli altri webmaster è un buon modo per aumentare il numero dei link verso il proprio sito. Scambio reciproco dei link consiste nel inserire i reciproci link sui due siti che fanno lo scambio. Il sito A linka il sito B ed il sito B linka il sito A. I link usualmente si mettono sulla pagina iniziale del sito o sulla pagina dedicata ai link.

Ci sono tanti webmaster che per varie ragioni non vogliono fare lo scambio reciproco. Una delle ragioni principali per questo comportamento è il fatto che Google ha introdotto nella suo polizza del Agosto 2007 possibilità di penalizzare i siti con un numero eccessivo dei link reciproci. Nota che sulla pagina di Google non è quantificato “il numero eccessivo”, e io ne sono sicuro che 50 link reciproci non sono considerati eccessivi (probabilmente anche 100 possono andare).

L’altra ragione, più datata, è che ogni link su una pagina drena il PR della stessa (questo è evidente dalla formula con la quale si calcolo il page rank) e a questo punto è nato scambio non reciproco dei link. Esistono due modelli principali del linkaggio non reciproco.

Scambio tra 3 siti, a 3 vie (3 way linking)
Il Webmaster 1 ha il sito A, mentre il Webmaster 2 ha i siti B e C. Nello scambio a 3 vie il sito A linka il sito B e riceve il link dal sito C. In uno scambio corretto, dal mio punto di vista, il sito B dovrebbe anche linkare il sito C, chiudendo il cerchio in questo modo, ma questo spesso non avviene. Se io fossi il Webmaster 1, quello con un sito solo, normalmente non accetterei questo scambio. Mi chiedi perché? Perché ci sono molti webmaster che fanno crescere il PR del sito C (il sito che mi linka) e passato un po’ di tempo e dopo aver fatto gli scambi che volevano, semplicemente trascurano quel sito, togliendo spesso anche i link dagli altri propri siti che linkavano questo sito. Alla fine finisce che io non ricevo un adeguato PR dal sito C. Nello scambio reciproco, sono almeno sicuro che il mio sito supporta il sito che mi linka.

Scambio tra 4 siti, a 4 vie (4 way linking)
Lo scambio a 4 vie e molto simile a quello a 3 vie, ma entrambi webmaster in questo caso hanno due siti che si linkano, dando il link verso un sito e ricevendo il link dall’altro sito in ballo. Questo è sicuramente un modo migliore (entrambi possono essere disonesti :) che lo scambio a 3 vie, specialmente se i due siti dello stesso webmaster si linkano anche tra di loro.

Tra le parentesi, Google continua ad aggiornare ToolBar Page Rank molto regolarmente, ogni 2 mesi. L’ultimo aggiornamento è avvenuto circa 27 settembre 2008, ma i webmaster più attenti potevano già vedere questo nelle proprie statistiche in quanto il traffico che proveniva da Google spesso cambiava notevolmente, se il relativo sito avesse guadagnato o perso le posizioni nella ricerca.

mercoledì 17 settembre 2008

Scambio link con le directory

Uno dei migliori modi per ottenere i link verso proprio sito e segnalare il sito nelle varie web directory. E’ una specie di scambio link: loro mettono il tuo link su una delle loro pagine e tu metti i link loro su una delle tue pagine, normalmente sulla pagine con i link. Purtroppo non è facile trave le directory veramente buone. Quando dico “una buona directory”, principalmente penso che:

  • le pagine delle categorie dovrebbero essere statiche;

  • i link verso i siti indicizzati dovrebbe essere un link statico;

  • le stesse pagine dovrebbero avere uno buon Page Rank e non troppi link sulla pagina;

  • non ci dovrebbero essere troppe pagine per la stessa categoria (quando trasmetti il tuo sito, generalmente ti mettono sulla prima pagina, ma dopo 3 – 4 mesi finisci nella settima pagina, senza PR, senza alcuna visibilità).


Esempio di un lik/URL statico: www.miodir.com/art.htm
Esempio di un lik/URL dinamico (non buono): www.miodir.com?cat=12

Una directory buona passa il PR al tuo sito. Questa è una buona directory (escludendo il fatto che non tutte le pagine interne hanno un PR). Tutte le pagine e tutti i link sono statici, non ci sono troppi link sulle pagine, e le pagine con il PR hanno un PR decente (2 e 3). Potrebbe essere anche molto meglio, ma visto quello che si trova in giro, già così è abbastanza).

Ci sono anche le directory (poche) che inseriranno il tuo link gratis, cioè senza chiederti un link reciproco. In questo caso è sempre conveniente trasmettere il proprio sito, anche se i link non sono statici, non c’è PR, ci sono troppi link, perché è gratis e non può fare del male.

Non è invece una buona idea segnalare il proprio sito alle directory a pagamento, cioè quelle che ti chiedono i soldi per inserire il tuo link. A prescindere dal fatto che bisogna pagare (e qualche volta converrebbe, addirittura), questo tipo di inserimento è contro le regole di Google che, se riesce a capire che l’inserimento è a pagamento (e riesce, credimi), penalizza i siti che sono elencati nella directory.

giovedì 5 giugno 2008

Google è diventato preciso e un po’ strano

Sembra che Goolge abbia cambiato la tattica relativa agli aggiornamenti della toolbar del Page Rank: dopo pochissimi aggiornamenti dell’anno scorso, soltanto 3, con un buco di 3 mesi tra il secondo ed il terzo, quest’anno aggiorna spesso e con intervalli molto uniformi. All’inizio di Maggio ha fatto il terzo aggiornamento, mentre i primi due erano all’inizio di Gennaio e alla fine di Febbraio; praticamente ogni due mesi. Questo aiuta moltissimo i webmaster che lavorano duramente e quotidianamente per migliorare il PR del proprio sito in quanto si ha spesso un indicatore che aiuta a valutare la bontà del lavoro svolto.

Ultimi 2 o 3 aggiornamenti hanno avuto qualcosa di strano, almeno secondo me: spesso succede che la pagina principale del sito ha un buon PR, mentre le pagine interne non hanno proprio il Page Rank. Oppure alcune c’è l’hanno, mentre le altre no

Se questo è il risultato di un errore del software che Google sta utilizzando, oppure si tratta si un errore “voluto”, come succede per esempio con i back links (Google volutamente non li fa vedere tutti), è difficile dire. Oppure ha qualcosa da fare con una delle ultime regole di Google, di Agosto dell’anno scorso, quale prevede di penalizzare le pagine con troppi link reciproci: molto spesso su tutte le pagine del sito si hanno tutti i link verso tutte le pagine e in questo modo risulterebbe che le pagine interne sono sempre linkate soltanto tra di loro e praticamente i link reciproci sarebbero quasi il 100%.

Ultima curiosità: il Page Rank è stato aggiornato attorno la metà di maggio, senza aggiornare la toolbar. Questo mi risulta dal fatto che un mio sito a perso, purtroppo, moltissimo traffico. Ero nella prima pagina per la ricerca di una parola chiave molto usata e questo mi procurava circa due mila visitatori al giorno provenienti da Google. Persa la posizione nella prima pagina (sono scivolato nella seconda), sono rimasti soltanto 200 visitatori.

domenica 2 marzo 2008

Google sta aggiornando il Page Rank

E’ in corso l’aggiornamento del ToolBar Page Rank di Google e questi giorni dovrebbe essere visibile a tutti il nuovo stato delle cose. Questa mia conclusione proviene dal fatto che, seguendo una mia piccola base dei dati su certi siti, mi accorgo che alcuni siti hanno un PR diverso rispetto a quello rilevato 10-15 giorni fa. Ho avuto la conferma del fatto anche interrogando i vari centri di Google che fornisco il Page Rank, e anche là ho riscontrato le differenze. Vi ricordo che l’ultimo aggiornamento risale all’inizio del mese scorso, pertanto sembra che Google si ha preso ultimamente un ritmo di circa due mesi per aggiornare il Page Rank del ToolBar.

Vediamo che tipo di sorpresa ci regalerà questa volta Google: da agosto dell’anno scorso (2007) sta punendo il numero eccessivo dei link reciproci; per questa ragione molte directory ultimamente hanno avuto un abbassamento del Page Rank.

A questo punto un buon webmaster che analizza le cose cercando di capire le conseguenze, si deve porre la domanda: mi conviene ancora sforzarmi a inviare il mio sito alle varie directory. La mia personale risposta è sicuramente sì per quanto riguarda le directory gratuite, come le chiamo io, quelle che non chiedono un link reciproco da inserire verso loro. Per quanto riguarda le altre, cioè la maggioranza delle directory che chiedono come una condizione indispensabile un link verso il loro sito, sono da valutare caso per caso in quanto alcune rimangono senz’altro molto valide perché hanno anche i numerosi backlink che non sono provenienti dai siti listati nella stessa directory. In effetti, il mio dubbio sulla nuova policy di Google, che intende penalizzare i siti che hanno quasi tutti i back link provenienti dallo scambio reciproco (sappiamo che quello che Google apprezza di più sono i link spontanei). Il tempo che ci sta davanti ci farà sapere se ho avuto ragione o meno. Un caro saluto a tutti.

mercoledì 2 gennaio 2008

Riepilogo dei valori reali del Page Rank

Si riporta una tabella con gli intervalli dei valori reali del Page Rank, corrispondenti al valore letto sulla Toolbar, secondo il metodo preciso e secondo metodo semplificato.


METODO PRECISO METODO SEMPLIFICATO
PR Valore Valore Valore Valore
Toolbar Minimo Massimo Minimo Massimo
0 1 6 1 9
1 7 48 10 99
2 49 342 100 999
3 343 2.400 1.000 9.999
4 2.401 16.806 10.000 99.999
5 16.807 117.648 100.000 999.999
6 117.649 823.542 1.000.000 9.999.999





Di seguito si farà riferimento ai valori reali secondo il metodo preciso.

Allora, abbiamo fatto un nuovo sito ed abbiamo cominciato la caccia al Page Rank. Ci siamo dati il compito di arrivare ad un minimo PR3 nel prossima aggiornamento di Google. Valutiamo quanti link e di quale qualità deve ricevere il nostro sito per raggiungere questo obiettivo.

Per avere un PR3 (letto dalla Toolbar) il nostro sito deve ricevere un valore reale minimo di 343 (come dalla tabella sopra). Supponiamo che i link verso nostro sito saranno nelle pagine con un PR3 e circa 30 link sulla pagina: ogni tale pagina dà un valore di 257 (il valore minimo reale per PR3 dalla tabella del primo articolo) diviso per 30 = 8,57. Pertanto dovrebbero linkarci 343/8,57 = 40 pagine con queste caratteristiche.

E’ dura! Per trovare 30 pagine con queste caratteristiche medie ci vuole un po’ di tempo: possiamo provare iscriverci nelle varie directory, nelle top liste che hanno un link diretto verso siti che linkano e scambiare link con gli altri webmaster.

lunedì 29 ottobre 2007

Aggiornamento del Page Rank della Toolbar

Finalmente, dopo una lunga attesa di tutti i webmaster, il 26 ottobre Google ha aggiornato anche il Page Rank della Toolbar. Perché ho usato la parola anche?

Perché il valore reale del Page Rank si aggiorna regolarmente, ogni 2-3 settimane, ma l’aggiornamento della Toolbar avviene raramente: dall’ultimo aggiornamento sono passati addirittura 6 mesi (fine aprile del 2007).

A prova di quanto detto, in certi periodi si possono notare forti sbalzi nella classifica di Google di alcuni siti, dovuti all’aggiornamento del Page Rank, non visibile agli utenti in quanto non seguito da un aggiornamento della Toolbar.

mercoledì 10 ottobre 2007

Metodo semplificato per il calcola del Page Rank

Nel precedente articolo è stato esposto un metodo preciso, anche se con alcuni parametri incerti, per il calcolo del Page Rank. Per coloro che quel calcolo ritengono troppo complicato, ecco un metodo molto semplice, ma ovviamente anche meno affidabile.

Per calcolare quanto valore minimo del page rank passa una pagina ad un'altra, dietro al numero 1 si aggiungono tanti zeri quanto è il Page Rank letto dalla Toolbar, si moltiplica per 0,75 e si divide per numero totale dei link presenti nella pagina. Un esempio: supponiamo che ci linka una pagina con un PR3 e che ha 34 link. Questa pagina ci passa un valore reale pari a:

1000 x 0,75 / 34 = 22,05

Il valore massimo sarebbe semplicemente 10 volte tanto, cioè 220,5.

Applicando il calcolo proposto nell’articolo precedente, si avrebbe un valore minimo di 257/34 = 7,56 e un valore massimo di 1800/34 = 52,94, i valori molto più bassi rispetto a quelli calcolato con il metodo semplificato.

Per trasformare il Page Rank reale nel Page Rank del Toolbar, semplicemente contiamo il numero delle cifre del valore reale, lo diminuiamo di uno e questo è il Page Rank del Toolbar. Per esempio, una nostra pagina riceve dalle altre pagine un valore reale di 3419: sono le 4 cifre, meno 1 sono 3, pertanto il Page Rank del Toolbar è 3.

I valori precedentemente calcolati, darebbero un Page Rank del Toolbar:
- metodo semplificato da un valore reale di 22,05, cioè 2 cifre, meno 1 è 1, pertanto si ha PR1;
- metodo preciso da un valore reale di 7,56, log(7,56)/log(7) = 1,04, cioè PR1.